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PRIMOMAGGIO

FESTA DEL LAVORO


Data: 02/05/13 - 20:52:37

Categoria: VARI

Codice articolo: 88

1891: la festa dei lavoratori diventa permanente Nell'agosto del 1891 il Il congresso dell'Internazionale, riunito a Bruxelles, assunse la decisione di rendere permanente la ricorrenza. D'ora in avanti il 1 Maggio sarebbe stato la "festa dei lavoratori di tutti i paesi, nella quale i lavoratori dovevano manifestare la comunanza delle loro rivendicazioni e della loro solidarietà". Il 1891 è un anno da ricordare per l'Italia; a Milano in Aprile, viene organizzato un comizio internazionale per i diritti dei lavoratori nel corso del quale l'anarchico Luigi Galleani presenta un odg in favore della partecipazione al 1° maggio. Già in gennaio gli anarchici al Congresso del Partito Socialista Anarchico Rivoluzionario avevano deciso l'adesione al 1° maggio con l'intento di dare alla manifestazione un carattere «il più possibile rivoluzionario» e allo scopo si invitavano «tutti gli operai a uno sciopero generale a datare dal 1° maggio». La ricorrenza del primo maggio è, per la seconda volta, anche lo sbocco dell'attività del movimento socialista. Antonio Labriola dal 1888 al 1° maggio 1891 svolge una attività frenetica: tiene oltre duecento discorsi e partecipa ad altrettante riunioni oltre alla fondazione di circoli e alla stampa di opuscoli. Il giorno del 1° maggio è oggetto di una violenta repressione poliziesca. Gravi incidenti a Roma dove Amilcare Cipriani,il reduce della Comune (di Parigi del 1871), ha parlato. Centinaia gli arrestati e i processati tra cui lo stesso Cipriani, due i morti e un centinaio i feriti. La polizia interviene anche a Firenze, Milano, Bologna, Sampierdarena, Ravenna. A Cervia il municipio si associa allo sciopero. A Cremona conferenza dedicata alla "Organizzazione dei lavoratori" promossa dal gruppo socialista e dall'unione operaia della città. Il 15 maggio di fronte alla ascesa del movimento operaio e alle diffusioni delle concezioni del marxismo attestata anche dalle due grandi giornate del 1° maggio 1890 e 1891, il Vaticano vara l'enciclica "Rerum novarum" (scheda 2), in cui è esposta la dottrina della Chiesa cattolica sulla questione operaia.

 



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